EAST IS EAST di Damien O'Donnell
La prima cosa che ho notato in questo film è il colore, così saturo e in contrasto con la grigia periferia inglese degli anni '70. Su tutto eccede l'oro, l'azzurro, il rosso; gli spettacoli che la famiglia Khan va a vedere al cinema sono irreali e variopinti come immagino sia d'uso nella produzione popolare orientale, portando tutto il bello del paese natale agli occhi di un padre che cerca disperatamente di far conservare l'identità pakistana ai suoi figli.
Questo è l'unico, grande dramma di George Khan: il vedere che la sua famiglia non ha alcuna intenzione di seguire le leggi e tradizioni del suo paese natale e questo non riesce ad accettarlo. Un problema solo suo, del resto, perché i figli hanno una madre inglese (rispettosa del marito ma piena di dubbi) e sono loro stessi inglesi, nati e cresciuti in un posto lontano anni luce dalla cultura paterna.
I ragazzi vogliono giustamente decidere per la propria vita ma quest'uomo testardo ed orgoglioso (che impone il suo volere anche in maniera violenta) non ammette che i figli siano in grado di affrontare da soli tutte le difficoltà che il paese dove vive riserva agli immigrati.
E' un film amaro con dei momenti di grande comicità, la coppia e i molti figli sono caratterizzati molto bene, ognuno con la propria personalità ben distinta.
Irresistibile la scena in cui un bimbo inglese amico dei ragazzi, mentre distribuisce volantini per una campagna anti-immigrazione, saluta in lingua pakistana i nemici buscandole dal nonno reazionario.
La prima cosa che ho notato in questo film è il colore, così saturo e in contrasto con la grigia periferia inglese degli anni '70. Su tutto eccede l'oro, l'azzurro, il rosso; gli spettacoli che la famiglia Khan va a vedere al cinema sono irreali e variopinti come immagino sia d'uso nella produzione popolare orientale, portando tutto il bello del paese natale agli occhi di un padre che cerca disperatamente di far conservare l'identità pakistana ai suoi figli.
Questo è l'unico, grande dramma di George Khan: il vedere che la sua famiglia non ha alcuna intenzione di seguire le leggi e tradizioni del suo paese natale e questo non riesce ad accettarlo. Un problema solo suo, del resto, perché i figli hanno una madre inglese (rispettosa del marito ma piena di dubbi) e sono loro stessi inglesi, nati e cresciuti in un posto lontano anni luce dalla cultura paterna.
I ragazzi vogliono giustamente decidere per la propria vita ma quest'uomo testardo ed orgoglioso (che impone il suo volere anche in maniera violenta) non ammette che i figli siano in grado di affrontare da soli tutte le difficoltà che il paese dove vive riserva agli immigrati.
E' un film amaro con dei momenti di grande comicità, la coppia e i molti figli sono caratterizzati molto bene, ognuno con la propria personalità ben distinta.
Irresistibile la scena in cui un bimbo inglese amico dei ragazzi, mentre distribuisce volantini per una campagna anti-immigrazione, saluta in lingua pakistana i nemici buscandole dal nonno reazionario.

