IL NOME DELLA ROSA di Jean Jaques Annaud
Un giallo insolito, ambientato tra le mura di un'abbazia, dove il frate francescano Guglielmo da Baskerville (Sean Connery) si trova a dover indagare su una serie di omicidi circondati da menzogne, mistero e superstizione.
Ispirandosi all'omonimo romanzo di Umberto Eco, Annaud ne semplifica trama e risvolti filosofici in funzione di un intreccio più veloce e comprensibile da tutti senza molto sforzo, rischiando a tratti di scivolare nella banalità (il cattivo punito, o la seduzione del novizio).
Peccato, perché è un film dall'atmosfera inquietante e lugubre; con un fascino che deve molto alla splendida fotografia (tutta orientata sui toni del marrone) e alla scelta degli interpreti, a partire da un misurato Sean Connery per passare a tutti gli altri frati, dall'aspetto mostruosamente conforme all'ambiente in cui si muovono.
Un giallo insolito, ambientato tra le mura di un'abbazia, dove il frate francescano Guglielmo da Baskerville (Sean Connery) si trova a dover indagare su una serie di omicidi circondati da menzogne, mistero e superstizione.
Ispirandosi all'omonimo romanzo di Umberto Eco, Annaud ne semplifica trama e risvolti filosofici in funzione di un intreccio più veloce e comprensibile da tutti senza molto sforzo, rischiando a tratti di scivolare nella banalità (il cattivo punito, o la seduzione del novizio).
Peccato, perché è un film dall'atmosfera inquietante e lugubre; con un fascino che deve molto alla splendida fotografia (tutta orientata sui toni del marrone) e alla scelta degli interpreti, a partire da un misurato Sean Connery per passare a tutti gli altri frati, dall'aspetto mostruosamente conforme all'ambiente in cui si muovono.

