La Mia Vita in Rosa di Alain Berliner
Ludovic hai 7 anni ed è convinto di essere nato maschio per sbaglio, a causa di una distrazione di Dio che ha distribuito male i cromosomi. Ama vestirsi e truccarsi, adora uno show in TV dove la protagonista è una specie di Barbie tutta cuori lustrini e felicità, sogna di sposare il suo amico del cuore non appena sarà diventato grande e donna (processo ovvio e naturale, nella sua ingenuità). La situazione, da un iniziale lieve imbarazzo, diventa mano a mano insostenibile per i genitori, che non riescono più a gestire la convivenza con i compagni di scuola e l'intera comunità, nella quale si scatena un'assurda e terribile cacciata del diverso. Il tutto è visto con gli occhi sinceri di Ludovic, così privi di malizia da non capire, letteralmente, il suo errore nel voler essere così com'è. I toni e i colori sono quelli dolci di una favola nella testa del bambino, si incupiscolo solo quando sulle sue piccole spalle si riversa tutto il peso dell'intolleranza, o quando la tensione accumulata allenta l'appoggio amorevole della sua famiglia (tranne quello della nonna, al solito la più tosta) ma il tocco comunque resta lieve e la vicenda non scade mai nel banale, nemmeno nei momenti più cupi.
Ludovic hai 7 anni ed è convinto di essere nato maschio per sbaglio, a causa di una distrazione di Dio che ha distribuito male i cromosomi. Ama vestirsi e truccarsi, adora uno show in TV dove la protagonista è una specie di Barbie tutta cuori lustrini e felicità, sogna di sposare il suo amico del cuore non appena sarà diventato grande e donna (processo ovvio e naturale, nella sua ingenuità). La situazione, da un iniziale lieve imbarazzo, diventa mano a mano insostenibile per i genitori, che non riescono più a gestire la convivenza con i compagni di scuola e l'intera comunità, nella quale si scatena un'assurda e terribile cacciata del diverso. Il tutto è visto con gli occhi sinceri di Ludovic, così privi di malizia da non capire, letteralmente, il suo errore nel voler essere così com'è. I toni e i colori sono quelli dolci di una favola nella testa del bambino, si incupiscolo solo quando sulle sue piccole spalle si riversa tutto il peso dell'intolleranza, o quando la tensione accumulata allenta l'appoggio amorevole della sua famiglia (tranne quello della nonna, al solito la più tosta) ma il tocco comunque resta lieve e la vicenda non scade mai nel banale, nemmeno nei momenti più cupi.

