L'OPERA STRUGGENTE DI UN FORMIDABILE GENIO di Dave Eggers ed.Mondadori
Una storia vera, leggermente ricamata, nella quale il protagonista è costretto a prendersi cura del fratellino dopo la morte dei genitori. Crescendolo invecchia anche lui, tra amicizie, giochi, nuove iniziative culturali e ripensamenti continui.
Devo confessarlo, è amore. Non senza riserve, ma mi lascio conquistare volentieri da qualcuno che scrive in un modo così buffo e davvero struggente, a volte. All'inizio ne ero travolta, l'affetto trovato nella descrizione dell'ultimo periodo di malattia della madre mi ha commosso, il successivo momento di esaltazione della nuova coppia Dave-Toph (bellissimi, onnipotenti, perfetti fratelli) mi ha divertito tanto da sperare quasi non finisse. Poi con le vicende del gruppo che mette in piedi la rivista l'attenzione è un po' scesa, suppongo non me ne fregasse poi molto di quanto fighi e alternativi cercassero di essere Dave e i suoi amici. L'ultima parte ad alcuni non è piaciuta, io l'ho sì trovata pesantina ma non sono riuscita a staccarmene. Forse era morbosità, tutta la storia delle ceneri della madre ritrovate quasi per caso erano come un'ossessione cattiva ma anche tenera, a suo modo.
Quanto di compiaciuto ci fosse, in ciò che ho letto, non lo saprei dire. Probabilmente una buona parte, ma il gioco era talmente palese che mi ci sono divertita, e molto.
Una storia vera, leggermente ricamata, nella quale il protagonista è costretto a prendersi cura del fratellino dopo la morte dei genitori. Crescendolo invecchia anche lui, tra amicizie, giochi, nuove iniziative culturali e ripensamenti continui.
Devo confessarlo, è amore. Non senza riserve, ma mi lascio conquistare volentieri da qualcuno che scrive in un modo così buffo e davvero struggente, a volte. All'inizio ne ero travolta, l'affetto trovato nella descrizione dell'ultimo periodo di malattia della madre mi ha commosso, il successivo momento di esaltazione della nuova coppia Dave-Toph (bellissimi, onnipotenti, perfetti fratelli) mi ha divertito tanto da sperare quasi non finisse. Poi con le vicende del gruppo che mette in piedi la rivista l'attenzione è un po' scesa, suppongo non me ne fregasse poi molto di quanto fighi e alternativi cercassero di essere Dave e i suoi amici. L'ultima parte ad alcuni non è piaciuta, io l'ho sì trovata pesantina ma non sono riuscita a staccarmene. Forse era morbosità, tutta la storia delle ceneri della madre ritrovate quasi per caso erano come un'ossessione cattiva ma anche tenera, a suo modo.
Quanto di compiaciuto ci fosse, in ciò che ho letto, non lo saprei dire. Probabilmente una buona parte, ma il gioco era talmente palese che mi ci sono divertita, e molto.

