[alibandus]

giovedì, giugno 20, 2002

THELMA E LOUISE di Ridley Scott

Un road movie al femminile, il primo di così grosso impatto sul grande pubblico, tanto da diventare un paragone per qualsiasi film successivo che trattasse di un'amicizia forte tra due donne. E' stato criticato per aver descritto gli uomini in maniera impietosa e falsa, calcando la mano su situazioni in cui questi ultimi si dimostrano poco più che bestie; ma così facendo si trascurano le figure maschili che pur rimanendo impotenti al precipitare della situazione tentano di accostarsi alle due donne con sensibilità e ostinazione (Keitel), con l'amore che non ricatta (Madsen) e tutto sommato anche con l'evasione (Pitt). Quella che doveva essere una breve vacanza per due amiche dalla vita e carattere diverso, si trasforma nel giro di pochi minuti, dove a una tentata violenza Louise risponde sparando, dando quindi il via ad un'irrefrenabile corsa verso la libertà/distruzione. Non più limiti, quindi, né voglia di sottostare ancora alle imposizioni di un marito ottuso o agli insulti di chi ha bisogno di un camion per sentirsi virile; un desiderio di spiccare il volo che sarà frenato in ogni modo, riportato a terra da un esercito di fucili, come in una battuta di caccia, lasciando un'unica scelta possibile.
Due protagoniste splendide in una storia che non é altro che una lunga pista di lancio per lo stacco finale.

venerdì, giugno 14, 2002

IL NOME DELLA ROSA di Jean Jaques Annaud

Un giallo insolito, ambientato tra le mura di un'abbazia, dove il frate francescano Guglielmo da Baskerville (Sean Connery) si trova a dover indagare su una serie di omicidi circondati da menzogne, mistero e superstizione.

Ispirandosi all'omonimo romanzo di Umberto Eco, Annaud ne semplifica trama e risvolti filosofici in funzione di un intreccio più veloce e comprensibile da tutti senza molto sforzo, rischiando a tratti di scivolare nella banalità (il cattivo punito, o la seduzione del novizio).
Peccato, perché è un film dall'atmosfera inquietante e lugubre; con un fascino che deve molto alla splendida fotografia (tutta orientata sui toni del marrone) e alla scelta degli interpreti, a partire da un misurato Sean Connery per passare a tutti gli altri frati, dall'aspetto mostruosamente conforme all'ambiente in cui si muovono.

mercoledì, giugno 12, 2002

L'UOMO RAGNO di Sam Raimi - 6 1/2


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L'ALTRA METÀ DELL'AMORE di Léa Pool

L'amore omosessuale negli ambienti collegiali è stato usato diverse volte, vedi Maurice o Another Country, mi pare fossero anche due bei film, ma son passati anni.
Ricordo anche un romanzo letto quando ancora non potevo (Linea di sangue di Sheldon, ne avevano tratto un film brutto tanto quanto) in cui le ragazzine si amavano più per noia e curiosità che per vera passione. Idem l'insegnante di francese, nel libro intendo, da ammaliante lettrice di poesie ad amante della protagonista, poi respinta.

Ecco cosa c'era di così noioso, nel film che ho visto stasera. Ovvero niente di insolito, un'idea, un lampo qualsiasi al di fuori della solita vecchia storia dell'amore folle e senza speranza a causa delle convenzioni sociali, no non c'entra l'insegnante anche se un po' sì ma c'era da aspettarselo perché letto il libro etc.

Le tre protagoniste, compagne di stanza: la selvaggia un po' mascolina ma estremamente sexy, la femmina in fiore, la timidissima orfana; tutte e tre con problemi di famiglia (l'esperienza insegna che tutti in collegio hanno problemi di famiglia, vedi l'attimo fuggente) una non reggerà all'abbandono e farà il passo decisivo (come sopra) ma lo spirito volerà sempre alto (lì era Whitman, qui Shakespeare).
Su Shakespeare, appunto: non è detto che da solo sia sempre in grado di assicurare la tenuta dei dialoghi, che precipitano non appena ci si scosta dalle parole scritte per Cleopatra o Lady Macbeth, riuscendo a diventare abbastanza patetici mano a mano che il dolore dell'abbandonata si esprime in grida, lacrime e gesti estremi.

Un po' di pudore nei sentimenti, un pochino di misura.
Sarebbe stata anche carina, la storia, se trattata con un po' più di leggerezza. E invece carne, sempre, si sa che le due giustamente non smettono un attimo di baciarsi e toccarsi, ma farmelo rivedere all'infinito frantuma le palle, e scusate il francesismo. Ma non solo: passa nella storia l'inutile figura di un giardiniere non troppo brillante ma pieno di quella pacata saggezza di un lavoratore della terra, poi lunghi primi piani su pianti disperati di tutte, l'insistere sulla solidarietà dell'insegnante per far capire anche a quei due distratti in ultima fila che anche lei, ai suoi tempi...

Poi il modo di filmare il tutto, che m'è sembrato fiacco e con momenti rallentati proprio quando si vuole sottolineare dolore e vendetta alla maniera di un qualsiasi miami vice, ma qui vado nell'ennesimo campo che non conosco, parlo solo d'impressione.
Ultima cosa, la femmina in fiore è identica a Liv Tyler, persino le stesse espressioni ingenue ed appassionate di io ballo da sola.

Meglio l'uomo ragno, ma tanto.

mercoledì, giugno 05, 2002

Questo riesce a fare la tecnologia. Sbuccia le ombre e redime la confusione e l'incoerenza del passato. Fa avverare la realtà.

Don DeLillo Underworld

martedì, giugno 04, 2002

EAST IS EAST di Damien O'Donnell

La prima cosa che ho notato in questo film è il colore, così saturo e in contrasto con la grigia periferia inglese degli anni '70. Su tutto eccede l'oro, l'azzurro, il rosso; gli spettacoli che la famiglia Khan va a vedere al cinema sono irreali e variopinti come immagino sia d'uso nella produzione popolare orientale, portando tutto il bello del paese natale agli occhi di un padre che cerca disperatamente di far conservare l'identità pakistana ai suoi figli.
Questo è l'unico, grande dramma di George Khan: il vedere che la sua famiglia non ha alcuna intenzione di seguire le leggi e tradizioni del suo paese natale e questo non riesce ad accettarlo. Un problema solo suo, del resto, perché i figli hanno una madre inglese (rispettosa del marito ma piena di dubbi) e sono loro stessi inglesi, nati e cresciuti in un posto lontano anni luce dalla cultura paterna.
I ragazzi vogliono giustamente decidere per la propria vita ma quest'uomo testardo ed orgoglioso (che impone il suo volere anche in maniera violenta) non ammette che i figli siano in grado di affrontare da soli tutte le difficoltà che il paese dove vive riserva agli immigrati.
E' un film amaro con dei momenti di grande comicità, la coppia e i molti figli sono caratterizzati molto bene, ognuno con la propria personalità ben distinta.
Irresistibile la scena in cui un bimbo inglese amico dei ragazzi, mentre distribuisce volantini per una campagna anti-immigrazione, saluta in lingua pakistana i nemici buscandole dal nonno reazionario.