DEAD MAN di Jim Jarmush
Un contabile dal nome di un poeta inglese, William Blake, arriva nel West dopo un lungo viaggio in treno in cui le facce dei viaggiatori mutano, si imbruttiscono, lo mettono a disagio. E' solo l'inizio di quella che sarà una discesa verso un incubo sempre più assurdo e ovattato, segnato dalla debolezza crescente provocata da una ferita di pistola, da incontri con personaggi bizzarri e da dialoghi dal senso inafferrabile con il compagno di viaggio, un indiano di nome Nessuno che lo accompagnerà alla fine.
(Sonno)lento come il protagonista, il film procede con dissolvenze continue, ci mette nei panni dell'ex contabile che diventa un assassino braccato senza volerlo, che capisce a malapena quello che gli succede intorno e che si addormenta, stremato, ogni momento. Allucinato e divertente a tratti, risolve i momenti di violenza in maniera così grottesca da spiazzare, la morte accompagna ogni personaggio per tutto il film e la fine è morbida, offuscata dalla mente di un uomo ormai morto da giorni (anche se tecnicamente non ancora).
Fotografia splendida, il West più squallido mai visto, musica (di Neil Young) ossessiva e cupa, Jonny Depp perfettamente nel ruolo.
Un contabile dal nome di un poeta inglese, William Blake, arriva nel West dopo un lungo viaggio in treno in cui le facce dei viaggiatori mutano, si imbruttiscono, lo mettono a disagio. E' solo l'inizio di quella che sarà una discesa verso un incubo sempre più assurdo e ovattato, segnato dalla debolezza crescente provocata da una ferita di pistola, da incontri con personaggi bizzarri e da dialoghi dal senso inafferrabile con il compagno di viaggio, un indiano di nome Nessuno che lo accompagnerà alla fine.
(Sonno)lento come il protagonista, il film procede con dissolvenze continue, ci mette nei panni dell'ex contabile che diventa un assassino braccato senza volerlo, che capisce a malapena quello che gli succede intorno e che si addormenta, stremato, ogni momento. Allucinato e divertente a tratti, risolve i momenti di violenza in maniera così grottesca da spiazzare, la morte accompagna ogni personaggio per tutto il film e la fine è morbida, offuscata dalla mente di un uomo ormai morto da giorni (anche se tecnicamente non ancora).
Fotografia splendida, il West più squallido mai visto, musica (di Neil Young) ossessiva e cupa, Jonny Depp perfettamente nel ruolo.
E' chiaro che nel frattempo la regista si sia innamorata di un certo cinema di Hong Kong, o almeno quel certo cinema che conosco io (una minuscola porzione), questo per il modo di seguire la bellissima protagonista attraverso i vicoli di Palermo, il descrivere le facce e i movimenti dei malavitosi, la violenza dei loro gesti, il tutto attraverso una fotografia (di Daniele Ciprì) che privilegia i dettagli, i visi fuori fuoco, l'azione nella stanza accanto; poi con l'uso della musica e i momenti rallentati non può non tornarti in mente il cinema di WKW.

