BERSAGLI di Peter Bogdanovich - 1967
Un film inaspettato e forse per questo apprezzato di più.
La storia è quella di un vecchio attore di film horror (interpretato da Boris Karloff) stanco e ormai anacronistico come lui stesso si definisce paragonando l'orrore dei suoi film con quello quotidiano dove armi e assassini occupano intere pagine di cronaca. Rifiuta un nuovo soggetto scritto apposta per lui da un giovane regista (interpretato dallo stesso Bogdanovich) perché intenzionato a ritirarsi, tuttavia accetta pur malvolentieri di presenziare a una proiezione di un suo film a un drive in.
Nel frattempo, altrove in città, un bravo e onesto ragazzo dà di matto e inizia a sparare alla gente, finché non si piazza nello stesso drive in per il suo tiro al bersaglio...
Boris Karloff offre una prova davvero bella, malinconica, nient'affatto decadente bensi' piena di umorismo e questo grazie a dei dialoghi sempre leggeri anche nella tristezza di ammettere che non è più il suo tempo, senza comunque negarsi delle rivincite rispondendo alle semplici e sciocche domande dei giovani fan con una vecchia storia lugubre che conserva tutt'oggi un grande fascino.
Diversi sono gli ambienti in cui si muove il bravo ragazzo biondo e belloccio, la famiglia perfetta e regolare come in una cartolina degli anni '60, moglie bella, mamma premurosa, padre virile. Quest'ultimo sarà l'unico sopravvissuto alla strage casalinga che compirà un bel mattino, chissà perché. Forse perché cacciatore e maestro di comportamento del figliolo, forse perché quella volta che c'era stata l'occasione di puntare alla sua testa lui s'era fermato in tempo... fatto sta che le due innocenti di casa vengono fatte fuori con una freddezza inaspettata, con tutta la calma e la meticolosità di un serial killer consumato.
Sono dei momenti gliaciali, bellissimi, cosi' come tutta l'interminabile scena del tramonto al drive in, senza commento musicale né dialoghi, ma con una crescita della tensione che mi fa pensare a quanto Bogdanovich sia debitore all'Hitchcock di Intrigo internazionale.
Forse il finale è un po' tirato via, dove il cattivo dei film disarma il cattivo reale a suon di ceffoni, ma insomma non è poi cosi' tremendo.
Rimane un buon film, che non conoscevo, e sprecare mezzo pomeriggio su la7 è stato un bene.
Un film inaspettato e forse per questo apprezzato di più.
La storia è quella di un vecchio attore di film horror (interpretato da Boris Karloff) stanco e ormai anacronistico come lui stesso si definisce paragonando l'orrore dei suoi film con quello quotidiano dove armi e assassini occupano intere pagine di cronaca. Rifiuta un nuovo soggetto scritto apposta per lui da un giovane regista (interpretato dallo stesso Bogdanovich) perché intenzionato a ritirarsi, tuttavia accetta pur malvolentieri di presenziare a una proiezione di un suo film a un drive in.
Nel frattempo, altrove in città, un bravo e onesto ragazzo dà di matto e inizia a sparare alla gente, finché non si piazza nello stesso drive in per il suo tiro al bersaglio...
Boris Karloff offre una prova davvero bella, malinconica, nient'affatto decadente bensi' piena di umorismo e questo grazie a dei dialoghi sempre leggeri anche nella tristezza di ammettere che non è più il suo tempo, senza comunque negarsi delle rivincite rispondendo alle semplici e sciocche domande dei giovani fan con una vecchia storia lugubre che conserva tutt'oggi un grande fascino.
Diversi sono gli ambienti in cui si muove il bravo ragazzo biondo e belloccio, la famiglia perfetta e regolare come in una cartolina degli anni '60, moglie bella, mamma premurosa, padre virile. Quest'ultimo sarà l'unico sopravvissuto alla strage casalinga che compirà un bel mattino, chissà perché. Forse perché cacciatore e maestro di comportamento del figliolo, forse perché quella volta che c'era stata l'occasione di puntare alla sua testa lui s'era fermato in tempo... fatto sta che le due innocenti di casa vengono fatte fuori con una freddezza inaspettata, con tutta la calma e la meticolosità di un serial killer consumato.
Sono dei momenti gliaciali, bellissimi, cosi' come tutta l'interminabile scena del tramonto al drive in, senza commento musicale né dialoghi, ma con una crescita della tensione che mi fa pensare a quanto Bogdanovich sia debitore all'Hitchcock di Intrigo internazionale.
Forse il finale è un po' tirato via, dove il cattivo dei film disarma il cattivo reale a suon di ceffoni, ma insomma non è poi cosi' tremendo.
Rimane un buon film, che non conoscevo, e sprecare mezzo pomeriggio su la7 è stato un bene.

