[alibandus]

lunedì, ottobre 20, 2003

INTOLERABLE CRUELTY di Joel Coen

Per la prima volta trovo che un film dei Coen non regga alla seconda visione.
Sarà stata la traduzione, sarà che conoscevo già le gag, ma l'entusiasmo di Venezia si è decisamente ridimensionato. Non che sia un brutto film, anzi, la commedia ha comunque un ottimo ritmo e diverte proprio quando si fa più melensa (il discorso dell'avvocato "convertito" di fronte alla platea è uno dei momenti più esilaranti del film) e ho trovato come sempre adorabile Clooney quando fa il fesso, tuttavia mi è mancato quel qualcosa in più che per me fa di ogni titolo dei Coen un piccolo gioiello. Come sempre ho amato da pazzi le figure di contorno (Billy Bob Thornton su tutti), mentre trovo scialbetta la Z Jones, nel senso che è solo bella ma non possiede quella carica sensuale devastante necessaria per una mantide.
Insomma un film molto gradevole, ma di certo non un capolavoro.

venerdì, ottobre 10, 2003

LA MORTE CORRE SUL FIUME di Charles Laughton

Harry Powell è un criminale che divide la cella con un condannato a morte per rapina a mano armata, al quale cerca di carpire il segreto sul nascondiglio del bottino. Non appena riesce ad uscire, si reca presso la vedova e spacciandosi per pastore protestante la conquista e la sposa. Da quel momento la vita della donna e dei due figli sarà in serio pericolo.
Opera unica dell'attore Charles Laughton, è una favola nera in cui i piccoli abbandonati devono vedersela con l'orco, contando quasi solo sulla propria astuzia, il tutto in un ambiente ostile segnato dall'ipocrisia e dalla paura del peccato, con una fotografia che deve molto al cinema espressionista, fatta di ombre e sagome scure accanto a fasci di luce dentro casa e a pelo d'acqua.
E' un film difficilmente classificabile e forse per questo non ebbe il successo che meritava, costringendo l'autore a interrompere la carriera di regista; tuttavia rimane uno dei punti più alti della cinematografia americana, dall'incedere insolito e dal risultato spettacolare.

venerdì, ottobre 03, 2003

BUONGIORNO, NOTTE di Marco Bellocchio

55 giorni di prigionia per Aldo Moro, un fatto che 25 anni fa cambi? il clima politico e sociale in Italia.
Bellocchio non sceglie di raccontarci la storia con stile giornalistico o alimentando ipotesi di complotto, bens? indaga sulle persone all'interno dell'appartamento-prigione nel clima angosciante del periodo: ci presenta la figura di quell'uomo di Stato nel dignitosissimo aspetto di marito, padre, amico e collega di partito; insieme ai movimenti dei sequestratori dentro casa e tra la gente. Ci avviciniamo ai pensieri e ai dubbi della donna del gruppo, la sua vita a metà, la ricerca di un ideale di lotta che si scontra con la realtà dei fatti, la perdita di un'utopia, la consapevolezza che quello che riesce ad intravedere dallo spioncino nella stanza segreta non è più un simbolo del potere ma un uomo. Un film cupo, doloroso, indispensabile.


IL RITORNO di Andrey Zvyagintsev

Un debutto sorprendente, questo del russo Zvyagintsev. In concorso alla 60a Mostra del Cinema di Venezia, si porta a casa il Leone d'Oro con una storia piccola e universale: l'esperienza inquieta e dolorosa di due ragazzini alle prese con un genitore che appare improvvisamente alla loro porta dopo anni d'assenza, senza spiegare nè perché nè dove fosse sparito. La presenza inattesa di un padre, il bisogno del suo amore e della sua protezione, si scontrano con la figura di un uomo difficile, impreparato ad un rapporto naturale coi figli e ma deciso ad ottenerlo portandoli con sé in viaggio.
Film amaro e struggente, si avvale della straordinaria interpretazione dei due ragazzi e della fotografia di Mikhail Kritchman, che fa del paesaggio il quarto protagonista della storia.