[alibandus]

venerdì, novembre 28, 2003

DOGVILLE di Lars Von Trier

Una cosa posso dire, che m'ha lasciato totalmente fredda.
L'impressione che ho è che LVT odi profondamente tutti i suoi personaggi, compresa la protagonista.
Non m'ha appassionato, non sono entrata nel mondo di nessuno di loro, mentre l'impianto teatrale delle scene m'è sembrato s? una trovata interessante ma un po' fine a se stessa.
Per tutto il film ho avuto sempre l'impressione che Von Trier mi stesse prendendo in giro, che giocasse coi miei ricordi cattolici per la storia di un novello Gesù Cristo in gonna che si prende carico dei mali del mondo fino ad arrivare al potere dell'Apocalisse concessogli dal Padreterno, con un inizio di estremo fastidio dal momento della catena al collo in poi, con gli stupri ripetuti per la remissione dei suoi peccati e il tentativo di farmi odiare quella gente là e provare soddisfazione (?) per l'ecatombe finale.

La sensazione di questa arroganza del regista nei miei confronti (non diversa se vogliamo da quella che imputa alla remissiva Grace e al Padre suo) è stata probabilmente amplificata dalla recente visione di "the five obstruction" a Venezia, arroganza che probabilmente sarà anche legittima da parte di un Artista verso una povera ignorante come la sottoscritta, ma fondamentalmente m'accorgo che il discorso che porta avanti non m'interessa poi molto.
La parte migliore resta quella dei titoli di coda, per tutto ci? che rappresentano.


giovedì, novembre 27, 2003

MIO COGNATO di Alessandro Piva

Dopo il piccolo film culto "Lacapagira", Piva torna tra i vicoli di Bari con una commedia agrodolce in cui due cognati, Tonio e Vito, si ritrovano fianco a fianco in un viaggio tra i bassifondi metropolitani alla ricerca dell'auto rubata a quest'ultimo.
Il contrasto tra i due caratteri, l'uno sbruffone e traffichino, l'altro timido e corretto, si trascina attraverso il lungo pellegrinaggio notturno, alle prese con personaggi loschi e situazioni in cui il giovane Vito si muove con impaccio, al contrario del navigato Toni, fiero della sua padronanza dei codici in uso tra la malavita locale.

Paragonato a "Il Sorpasso" di Risi per questo confronto tra compagni di strada profondamente diversi, il film deve molto anche allo Scorsese di "Fuori Orario" per l'uso delle luci e i colori della notte, lo sguardo curioso sulla strana fauna che la popola, il senso dell'assurdo che talvolta appare tra le piazze illuminate, le automobili, le cucine aperte in piena notte, i frutti di mare e i limoni.

mercoledì, novembre 26, 2003

LOVE ACTUALLYdi Richard Curtis

Molto tenero, a volte amaro, due o tre momenti strappacuore per un film da femmine ma non solo.
Una di quelle commedie ben scritte, brillanti, dove non tutto funziona perfettamente (ci sono un po' di cadute, ma non si arriva mai al patetico, per fortuna) ma rincuorante come una cioccolata calda dopo una giornata grigia di novembre.
Se si toglie la storia della popstar (la più volgarotta, ma il contesto lo richiedeva) e quella di Hugh Grant (scontata, ma l'apparizione di BB Thornton ne aumenta il mio personale gradimento) non tutto è poi cosi' divertente come ci si poteva sospettare dal trailer.
Rowan Atkinson fa una comparsata stile Quattro matrimoni e un funerale, Emma Thompson si risolleva un filino dalla boiata veneziana di Hampton, Laura Linney è una specie di Bridges Jones infinitamente più simpatica e umana, l'episodio con Keira Knightley è quello che provoca più struggimento e non tutte le storie finiscono bene.
Forse è la concentrazione di facce e talenti noti a fare di una com-media qualcosa di più, ma per la miseria, avercene.