DOGVILLE di Lars Von Trier
Una cosa posso dire, che m'ha lasciato totalmente fredda.
L'impressione che ho è che LVT odi profondamente tutti i suoi personaggi, compresa la protagonista.
Non m'ha appassionato, non sono entrata nel mondo di nessuno di loro, mentre l'impianto teatrale delle scene m'è sembrato s? una trovata interessante ma un po' fine a se stessa.
Per tutto il film ho avuto sempre l'impressione che Von Trier mi stesse prendendo in giro, che giocasse coi miei ricordi cattolici per la storia di un novello Gesù Cristo in gonna che si prende carico dei mali del mondo fino ad arrivare al potere dell'Apocalisse concessogli dal Padreterno, con un inizio di estremo fastidio dal momento della catena al collo in poi, con gli stupri ripetuti per la remissione dei suoi peccati e il tentativo di farmi odiare quella gente là e provare soddisfazione (?) per l'ecatombe finale.
La sensazione di questa arroganza del regista nei miei confronti (non diversa se vogliamo da quella che imputa alla remissiva Grace e al Padre suo) è stata probabilmente amplificata dalla recente visione di "the five obstruction" a Venezia, arroganza che probabilmente sarà anche legittima da parte di un Artista verso una povera ignorante come la sottoscritta, ma fondamentalmente m'accorgo che il discorso che porta avanti non m'interessa poi molto.
La parte migliore resta quella dei titoli di coda, per tutto ci? che rappresentano.
Una cosa posso dire, che m'ha lasciato totalmente fredda.
L'impressione che ho è che LVT odi profondamente tutti i suoi personaggi, compresa la protagonista.
Non m'ha appassionato, non sono entrata nel mondo di nessuno di loro, mentre l'impianto teatrale delle scene m'è sembrato s? una trovata interessante ma un po' fine a se stessa.
Per tutto il film ho avuto sempre l'impressione che Von Trier mi stesse prendendo in giro, che giocasse coi miei ricordi cattolici per la storia di un novello Gesù Cristo in gonna che si prende carico dei mali del mondo fino ad arrivare al potere dell'Apocalisse concessogli dal Padreterno, con un inizio di estremo fastidio dal momento della catena al collo in poi, con gli stupri ripetuti per la remissione dei suoi peccati e il tentativo di farmi odiare quella gente là e provare soddisfazione (?) per l'ecatombe finale.
La sensazione di questa arroganza del regista nei miei confronti (non diversa se vogliamo da quella che imputa alla remissiva Grace e al Padre suo) è stata probabilmente amplificata dalla recente visione di "the five obstruction" a Venezia, arroganza che probabilmente sarà anche legittima da parte di un Artista verso una povera ignorante come la sottoscritta, ma fondamentalmente m'accorgo che il discorso che porta avanti non m'interessa poi molto.
La parte migliore resta quella dei titoli di coda, per tutto ci? che rappresentano.

