[alibandus]

venerdì, dicembre 03, 2004

::SHORTRECE#2::
(tanto per non dimenticare di averli visti)

2046 di Wong Kar Way
Tutte le caratteristiche che m'avevano fatto amare "In the mood for love" qui si rivelano insopportabili.
Il mondo popolato solo da donne incantevoli&tristi diventa artificioso, antipatico, senza autentiche emozioni. La solita superba fotografia non basta a dare calore a una storia troppo tortuosa e con una malinconia di superficie.

Donnnie Darko di Richard Kelly
Film che non so valutare serenamente. Visto due volte in due versioni differenti, m'ha lasciato spiazzata. Commovente. Grande finale.

Eros di Wong Kar Way, Steven Soderberg e Michelangelo Antonioni
Tre episodi, tre risultati. WKW prosegue con la strada presa negli ultimi due lavori, tutto molto bello ed elegante ma assolutamente freddo. Soderberg firma l'episodio più bizzarro, quello alla fine migliore. Antonioni invece o ci prende in giro con gusto o s'è rincoglionito definitivamente.

Ferro 3 - La casa vuota di Kim Ki Duk
Un film sulla dolcezza, l'ironia, la sensazione di solitudine e poi di appartenenza che caratterizzano un amore totale.
Il film che avrebbe dovuto vincere a Venezia.

L'uomo senza sonno di Brad Anderson
Interessante punto di vista di un uomo alle prese coi mostri che lo divorano. Storia a puzzle che tiene bene, con un'atmosfera claustrofobica forse un po' troppo verde.

Occhi di cristallo di Eros Puglielli
Visivamente molto interessante, precipita non appena gli attori aprono bocca. Comicità involontaria nei momenti in teoria più tesi. Un peccato, perché l'inizio non è niente male.

The agronomist di Jonathan Demme
Visto distrattamente a Venezia l'anno scorso, ora me ne pento. Ricordo solo un bel ritratto di un uomo coraggioso in un paese complesso. Spero di recuperarlo.

The Manchurian Candidate di Jonathan Demme
Parte molto bene ma perde interesse non appena inizia a svelare l'inghippo. Bruttissime le parti allucinate

The Village di M. Night Shyamalan
Paura e passione sono le guide principali in un film che non teme di commuovere guardando all'interno delle persone, seguendo i gesti trattenuti e rivelando l'ipocrisia creatrice di mostri.