ITALIAN SUD EST di Fluid Video Crue
Si chiama "Ferrovia Sud Est" e passa anche dietro casa mia vicino Lecce.
I treni sono come quelli di 30 anni fa, vanno pianissimo e offrono la possibilità di incontrare, tra le facce di studenti e lavoratori, anche tipi insoliti e scorci della Grecia Salentina, di zone sul versante Adriatico o Ionico.
Chi conosce i posti e ne ha amato il colore della terra e del cielo, può rimanere affascinato dal panorama attraverso i finestrini, dal silenzio della campagna, dalle luminarie e i concerti in villa con la banda di paese, dove noti un trombettista che poco prima avevi visto con gli occhialoni e la t-shirt degli ac-dc.
Poi personaggi d'ogni tipo, artisti veri o presunti, ex brigatisti in regime di semi libertà, personale ferroviario, immigrati ormai stranieri sia qui che al Paese d'origine, facce di contadini e vecchi.
Niente concessioni ai monumenti del polposo barocco leccese, piuttosto un passaggio dalla civiltà antica con la specchia e il menhir per arrivare direttamente alla superstrada e al centro commerciale, con alcuni scorci di bellezza luminosa e altrettanti passaggi in cui protagonista è il degrado, mentre si torna a sorridere con l'artista eclettico che ha creato una città che porta il suo nome e vanta 1 abitante, o il terrificante filmino di matrimonio che chiunque può avere la sfortuna di beccare, nel corso della vita.
Un film insolito e vagamente onirico, sembra un documentario ma qui e là appaiono personaggi bizzarri, alcuni reali, alcuni inventati, in un insieme anche abbastanza incasinato ma direi divertente, forse la frase che lo descrive meglio è una dichiarazione dell'ex allenatore del Lecce, che appare del film: "Non è una questione di marcatura a uomo o a zona, vince chi sa organizzare meglio il casino; ecco il mio Lecce, gioca il casino organizzato. O almeno ci prova".
Si chiama "Ferrovia Sud Est" e passa anche dietro casa mia vicino Lecce.
I treni sono come quelli di 30 anni fa, vanno pianissimo e offrono la possibilità di incontrare, tra le facce di studenti e lavoratori, anche tipi insoliti e scorci della Grecia Salentina, di zone sul versante Adriatico o Ionico.
Chi conosce i posti e ne ha amato il colore della terra e del cielo, può rimanere affascinato dal panorama attraverso i finestrini, dal silenzio della campagna, dalle luminarie e i concerti in villa con la banda di paese, dove noti un trombettista che poco prima avevi visto con gli occhialoni e la t-shirt degli ac-dc.
Poi personaggi d'ogni tipo, artisti veri o presunti, ex brigatisti in regime di semi libertà, personale ferroviario, immigrati ormai stranieri sia qui che al Paese d'origine, facce di contadini e vecchi.
Niente concessioni ai monumenti del polposo barocco leccese, piuttosto un passaggio dalla civiltà antica con la specchia e il menhir per arrivare direttamente alla superstrada e al centro commerciale, con alcuni scorci di bellezza luminosa e altrettanti passaggi in cui protagonista è il degrado, mentre si torna a sorridere con l'artista eclettico che ha creato una città che porta il suo nome e vanta 1 abitante, o il terrificante filmino di matrimonio che chiunque può avere la sfortuna di beccare, nel corso della vita.
Un film insolito e vagamente onirico, sembra un documentario ma qui e là appaiono personaggi bizzarri, alcuni reali, alcuni inventati, in un insieme anche abbastanza incasinato ma direi divertente, forse la frase che lo descrive meglio è una dichiarazione dell'ex allenatore del Lecce, che appare del film: "Non è una questione di marcatura a uomo o a zona, vince chi sa organizzare meglio il casino; ecco il mio Lecce, gioca il casino organizzato. O almeno ci prova".

