[alibandus]

sabato, ottobre 30, 2004

AMABILI RESTI di Alice Sebold edizioni e/o

Pure questo fa parte di quei libri che visti sullo scaffale non compreresti manco con una pistola puntata. Così a naso, intendo. Oltretutto da ciò che si legge dietro è la storia di una ragazzina morta che parla dal Cielo, il che già da subito fa venire quel senso di nausea per le cose che temi poetiche e vagamente spirituali. E siccome di spiritualità al momento ne ho diciamo così due palle, di tutto avevo voglia tranne che buttare un tot d'euri in una cosa che odorava pesantemente d'angelo dolciastro.
Però le ultime righe della quarta di copertina dicevano «Sebold ci ha dato un romanzo di grande autorità, fascino e coraggio. E' una scrittrice unica» e la firma era quella di Jonathan Franzen, mica l'ultimo degli imbecilli. E d'accordo che come scrittrice unica si possono intendere un sacco di cose, ma alla fine mi sono fidata. Credo d'aver fatto bene, tutto sommato.
La faccenda della morte della protagonista viene liquidata nel primo breve capitolo, in modo anche abbastanza cruento, ma visto l'argomento non poteva andarci leggera. Poi la faccenda si sposta in questo fantomatico Cielo, da cui lei guarda giù le cose che succedono, e lì il rischio di cadere nel ridicolo involontario s'incontra spesso e non sempre viene schivato, fino a che, per fortuna, la scena si sposta sulla terra, e l'anima sulla nuvoletta funziona praticamente da narratrice, con qualche breve intervento personale che forse a volte infastidisce un po', ma alla fine ciò che ne viene fuori è la storia di una famiglia americana della media borghesia che deve reagire in qualche modo a una tragedia immensa capitata tra le mura di casa, ogni membro a suo modo, regredendo o crescendo a seconda di come riesce ad affrontare il dolore.
Credo sia questa infine la cosa che Franzen ha apprezzato, così com'è successo a me.
E comunque come accade spesso coi libri che da principio snobbo un po', l'ho finito in neanche due giorni.

giovedì, ottobre 14, 2004

I GIORNI DEL CIELO di Terrence Malick 1978

Di questo film , visto una volta sola circa 15 anni fa, ricordavo solo poche immagini: lunghe distese di grano mosso dal vento, Sam Shepard (sempre sia lodato) folle di gelosia che lega Brooke Adams, il volto di Richard Gere sott'acqua.
Praticamente le cose fondamentali, una sintesi perfetta.
Avevo pero' dimenticato di come la storia viene raccontata, dalla voce narrante della vera sorella, cosi' bruttina e dai lineamenti popolari, una faccia che sembra presa sul serio dalle foto d'epoca nei titoli di testa, dove si vedono operai e bambini dal raro sorriso, imbruttiti dalla fatica e dai sogni scomparsi prestissimo.
Un bel modo di raccontare l'inevitabile, la vicenda vista piu' volte di lui lei e l'altro che invariabilmente finisce in tragedia.
La voce quieta e fatalista della ragazzina accompagna lo scorrere degli eventi, le vite degli adulti complicate dai sentimenti che la vedono sempre come testimone. Fino alla fine, sulle rotaie, con l'ultima amica che sceglie di andarsene, anche lei con il desiderio legittimo di avere una vita migliore, speranza possibile fino a che la natura (umana e non solo) si impone, riprendendosi tutto.

venerdì, ottobre 08, 2004

::SHORTRECE::
(tanto per non dimenticare di averli visti)

Catwoman di Pitof
Gustoso come una cocacola calda e sgasata

5x2 di François Ozon
quadro desolante di una vita di coppia neanche particolarmente originale. Scelte musicali bizzarre.

Fahrenheit 9/11 di Michael Moore
Da vedere assolutamente, pur con qualche riserva di forma

King Arthur di Antoine Fuqua
Bella l'ambientazione, zero magia e tutta strategia. Virile.

Land of plenty di Wim Wenders
Il lato meno scintillante degli USA visto da un europeo legato a quella terra. Un po' moraleggiante, ma la cosa non disturba.

L'amore ritrovato di Carlo Mazzacurati
Insopportabili gli interpreti principali (meglio le figure di contorno), bella fotografia, storia pochissimo interessante

Lavorare con lentezza di Guido Chiesa
Incredula per l'entusiasmo della critica. Un film medio, che non dice nulla di nuovo e che fa rimpiangere "radiofreccia"

Le chiavi di casa di Gianni Amelio
Asciutto e non ricattatorio, buon film, Favino for president

Il mare dentro di Alejanro Amenabar
Premio meritato a Bardem, buon film che non impone la lacrima facile

Primavera, estate, autunno... di Kim Ki Duk
Film discreto ma certo non tra i migliori di KKD. Sembra fatto apposta per un pubblico occidentale in cerca di spiritualità  esotica

Spiderman di Sam Raimi
Ottimo e abbondante

The Bourne Supremacy di Paul Greengrass
Buon film molto fisico, classico, niente di coreografico negli ammazzamenti, Damon in crescita.

The Terminal di Steven Spielberg
Un po' deludente, ma colpa mia che da Spielberg m'aspetto sempre il massimo

Vento di terra di Vincenzo Marra
Un campionario di sfighe che neanche "ladri di biciclette". Però dignitoso, secco, buon film.

La vita che vorrei di Giuseppe Piccioni
Riflessione su vite d'attori di cui col passare dei minuti m'importava sempre meno. Peccato.

Le conseguenze dell'amore di Paolo Sorrentino
Elegante e teso, bellissimo. Servillo ha una presenza che riempie lo schermo. Emozionante. Grande colonna sonora.

Una canzone d'amore per Bobby Long di Gabriel Shainee
Film piacevole, nulla di straordinario, la decadenza di luoghi fascinosi e di intellettuali alcolizzati ha un potenziale che funziona quasi sempre.