[alibandus]

lunedì, febbraio 07, 2005

Ma Quando arrivano le ragazze? - Pupi Avati

Ci pensavo all'uscita del cinema, cosa mi rimane di una storia così? Poco altro che i momenti in cui il gruppo suona, o le prime immagini a Umbria Jazz. Perché è un bell'inizio, quello. E se comunque io non ne so niente di quella musica lì, mi è naturale subirne il fascino, rilassarmi sulla poltrona con un sorriso nelle immagini di musicisti che provano da soli, in qualche stanza. E non è neanche troppo male il primo sguardo alla famiglia del protagonista, in poche immagini un riassunto di un certo tipo di borghesia subito in netto contrasto con quella del genio benzinaio. Perché poi è qui che la storia comincia a perdere colpi, le figure sono quanto di più scontato mi sia capitato di vedere e non è che necessariamente sia un difetto, se almeno l'interesse viene deviato in altri campi, tipo la storia o qualche scelta registica particolare.
Un film senza scosse, senza l'energia che associo normalmente a un film che parla di musica, o di un'amicizia all'interno di un'ambiente musicale.
Così all'uscita mi resta una specie di sensazione stantia di ciò che ho appena visto, e più ricordi negativi che positivi. Come l'interpretazione insopportabile di Briguglia, sempre identica, sia si tratti di un soldatino nel deserto, del fratello d'Impastato o dell'amico di una terrorista. O certe leggerezze nei dialoghi, con la solita filippina che a malapena parla l'italiano "mangiare sì, bagno sì ma solo se deve" che se ne esce con un "siete sfigati forte" come l'ultima delle pischelle. Per finire la storia delle comete, quando si dice la sottile metafora.
Peccato, davvero, per la musica.