[alibandus]

martedì, luglio 26, 2005

::SHORTRECE#4::
(tanto per non dimenticare di averli visti)

La mala educacion di Pedro Almodóvar
Macchinoso, eccessivo e involuto. La rappresentazione delle emozioni è così esagerata che ammazza l'emozione autentica. Posticcio come una delle parrucche di Bernal.

Hero di Zhang Yimou
Alla lunga tanta bellezza diventa stucchevole. Mai davvero emozionante, mai vivo.

Million dollar baby di Clint Eastwood
Un Grande film, d'impatto emotivo fortissimo, lacerante e pudico, Eastwood ci avvicina a quelle persone attraverso il suo sguardo innamorato della loro fragilità, degli sbagli e della immensa forza che guida le loro esistenze.

La vita che vorrei di Giuseppe Piccioni
Riflessione su vite d'attori di cui col passare dei minuti m'importava sempre meno. Insopportabili gli attori, responsabilità del regista.

Saimir di Francesco Munzi
Buon film, anche se ne ricordo poco (sindrome bulimica veneziana)

La donna di Gilles di Frédéric Fonteyne
Quanto m'ha fatto incazzare. Quanto. Una protagonista magnifica, bel modo di farcela conoscere. Ma che rabbia, che fastidio per ciò che permette le venga fatto. Forse perché, in fondo, certi atteggiamenti un po' mi somigliano, e la cosa mi fa star male.

Collateral di Michael Mann
Un taxi, una notte losangelina e un lavoro da portare a termine. Momenti di grandissimo cinema. Imperdibile.

Litigi d'amore di Mike Binder
Inutile stupido irritante

Ray di Taylor Hackford
Storia biografica probabilmente edulcorata, raccontata in modo convenzionale persino nei colori, non fosse per la musica sarebbe stata una noia mortale.

L'amore fatale di Roger Michell
Un inizio magnifico, tale e quale al testo di McEwan. Poi la tensione cala, e non regala neanche l'ambiguità che tanto m'aveva affascinato nel libro

La tela dell'assassino di Philip Kaufman
Ignobile puttanata

Eternal sunshine of the Spotless mind di Michel Gondry
In originale, giacché mi rifiuto di chiamarlo con il titolo italiano, idiota come pochi altri. Per un film incantevole come pochi altri. La commedia più tenera e straziante vista da anni. Da ripassare per gustare sia i dettagli colti la prima volta che quelli persi per troppo coinvolgimento emotivo.

Kinsey di Bill Condon
Ennesima biografia della stagione senza infamia né lode, buoni gli attori ma forse è proprio il tema a non suscitare grande interesse, da notare alcune scene di gusto non eccelso in un oceano di calma piatta e una buffa piccola parte dell'ex Frank-N-Furter ora castigatissimo professore di igiene, simbolo dell'ipocrisia di un'epoca in campo sessuale.

Hostage di Florent Emilio Siri
Da vedere per il puro gusto di fargli le pulci elencando citazioni da altri film e gareggiando con gli amici per chi trova l'incongruenza più grossa nella storia. E ce n'è da divertirsi, con gli amici intendo, non col film.

Hotel Rwanda di Terry George
Si esce dalla proiezione vergognandosi. Per un film simile, la qualità del racconto e le discutibili scelte di regia passano in secondo piano.

Lei mi odia di Spike Lee
Spike Lee ha limato con questa sciocchezzina l'entusiasmo per quel meraviglioso film precedente. Consiglio di uscire alla fine del primo tempo.

Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson
Godimento per ogni dettaglio, espressione del volto, accessorio. Affettuoso e incantato. Commovente.

La guerra dei mondi di Steven Spielberg
Grande uso del sonoro, motore principale dell'angoscia che schiaccia e confonde in tutta la prima parte del film. Deboli e troppo lunghe le scene con Tim Robbins, ottimo il resto.

My summer of love di Pawel Pawlikowski
Niente più che una piccola avventura estiva tra una ricca annoiata e una povera fiduciosa. Piatto e standard, propone la solita storia semilesbica senza grazia né novità.

Batman Begins di Christopher Nolan
Più che in altri casi, sulle scene d'azione vorresti usare il fast forward. Ma nelle parti riservate al Wayne bambino si rischia la commozione.

La samaritana di Kim Ki Duk
E' nei momenti in cui sembra non succedere nulla che il racconto acquista corpo. Nella terza parte soprattutto, con i piccoli passi della riconciliazione. Forse non il migliore KKD, ma comunque buono.

Mysterious skin di Gregg Araki
Uno sguardo bellissimo e senza troppi filtri sulla necessità d'essere amati e sulla sessualità infantile, che parte da un approccio in grado di creare disagio proprio perché "affettuoso" e che ti guida piano attraverso i segni progressivi e devastanti di un abuso.

Steamboy di Katsuhiro Otomo
Un buon inizio altamente spettacolare, poi si perde un po'. Assurdo destinarlo solo allo spettacolo pomeridiano, come fosse una cosa da bambini.

Sin City di Robert Rodriguez
Visivamente splendido, propone una violenza talmente stilizzata da non risultare fastidiosa. Ottime le storie con Willis e Rourke, meno quella con Owen. Grande divertimento.

Le ricamatrici di Éléonore Faucher
Benché francese, piaciuto molto. Probabilmente grazie ai pochi dialoghi.