ROMANZO CRIMINALE di Michele Placido
Placido regista non m'ha mai entusiasmato, neppure come attore. Non ho visto "Ovunque sei" e non lo rimpiango, né ho fatto in tempo a leggere il romanzo di De Cataldo, di cui si parla tanto bene. Così sono andata al cinema fidandomi solo degli attori e degli sceneggiatori, che mi davano un qualche affidamento.
Il risultato mi pare buono, pur con qualche difetto, che liquido subito: la scelta dei nomi dei ragazzini, non so se ci fosse sul libro ma è proprio finta, io mi chiamerò così e io colà, quando di solito i nomignoli ti crescono addosso col tempo, non ci si autoproclama. Poi la scena della bomba a Bologna, finta pure quella, avrei preferito un'esposione fuoricampo, tra l'altro già sufficientemente anticipata dall'orologio della stazione. Avrei preferito più "pudore", magari passando direttamente alla scena del sottopassaggio col Freddo che arriva. Poi il doppiaggio di Patrizia, che stride col resto (ma mettere lì un'attrice italiana no?) e infine Accorsi, che ha sempre stati d'animo caricatissimi, con occhi sgranati e urla che si alzano appena possibile (come succede altrove con la Mezzogiorno, dev'essere stato quel tale dell'ultimo bacio a segnarli per sempre).
Per il resto il cast è ottimo, non sto a sottolineare per l'ennesima volta il fatto che Pierfrancesco Favino sia ENORME. Anzi no, sottolineiamolo pure, è il miglior attore italiano in circolazione, almeno tra quelli sotto i cinquanta. Ma anche gli altri, lasciamo stare Santamaria per il quale ho un debole, anche Kim Rossi Stuart, che non ho mai trovato esaltante, qui si dimostra all'altezza di un ruolo non facile. Negli interrogatori con Accorsi, è lui che spicca, con la strafottente naturalezza di un criminale consumato, al contrario di un commissario che, seppur baffuto, somiglia fisicamente a un ragazzino che reagisce agli sfottò con stesso tono isterico di uno a cui rubano il pallone.
L'ambientazione è perfetta, la luce bellissima, il ritmo cala un po' dopo la (notevole) uccisione del Libanese, ma la cosa non disturba molto. La mattanza è resa bene, ottima la figura dell'impiegato criminale (Tognazzi) mentre un po' stereotipata è quella del potente misterioso (Bertorelli).
Mi resta comunque un'idea d'insieme molto positiva, probabilmente grazie alla storia (leggerò al più presto il libro), non sarei troppo severa con Placido per tutti i difetti del film, che è sicuramente ambizioso ma grazie al cielo non si perde in sperimentazioni d'autore, non ha l'incedere magnoliesco e conserva quasi sempre un buon livello di recitazione e dialoghi.
Placido regista non m'ha mai entusiasmato, neppure come attore. Non ho visto "Ovunque sei" e non lo rimpiango, né ho fatto in tempo a leggere il romanzo di De Cataldo, di cui si parla tanto bene. Così sono andata al cinema fidandomi solo degli attori e degli sceneggiatori, che mi davano un qualche affidamento.
Il risultato mi pare buono, pur con qualche difetto, che liquido subito: la scelta dei nomi dei ragazzini, non so se ci fosse sul libro ma è proprio finta, io mi chiamerò così e io colà, quando di solito i nomignoli ti crescono addosso col tempo, non ci si autoproclama. Poi la scena della bomba a Bologna, finta pure quella, avrei preferito un'esposione fuoricampo, tra l'altro già sufficientemente anticipata dall'orologio della stazione. Avrei preferito più "pudore", magari passando direttamente alla scena del sottopassaggio col Freddo che arriva. Poi il doppiaggio di Patrizia, che stride col resto (ma mettere lì un'attrice italiana no?) e infine Accorsi, che ha sempre stati d'animo caricatissimi, con occhi sgranati e urla che si alzano appena possibile (come succede altrove con la Mezzogiorno, dev'essere stato quel tale dell'ultimo bacio a segnarli per sempre).
Per il resto il cast è ottimo, non sto a sottolineare per l'ennesima volta il fatto che Pierfrancesco Favino sia ENORME. Anzi no, sottolineiamolo pure, è il miglior attore italiano in circolazione, almeno tra quelli sotto i cinquanta. Ma anche gli altri, lasciamo stare Santamaria per il quale ho un debole, anche Kim Rossi Stuart, che non ho mai trovato esaltante, qui si dimostra all'altezza di un ruolo non facile. Negli interrogatori con Accorsi, è lui che spicca, con la strafottente naturalezza di un criminale consumato, al contrario di un commissario che, seppur baffuto, somiglia fisicamente a un ragazzino che reagisce agli sfottò con stesso tono isterico di uno a cui rubano il pallone.
L'ambientazione è perfetta, la luce bellissima, il ritmo cala un po' dopo la (notevole) uccisione del Libanese, ma la cosa non disturba molto. La mattanza è resa bene, ottima la figura dell'impiegato criminale (Tognazzi) mentre un po' stereotipata è quella del potente misterioso (Bertorelli).
Mi resta comunque un'idea d'insieme molto positiva, probabilmente grazie alla storia (leggerò al più presto il libro), non sarei troppo severa con Placido per tutti i difetti del film, che è sicuramente ambizioso ma grazie al cielo non si perde in sperimentazioni d'autore, non ha l'incedere magnoliesco e conserva quasi sempre un buon livello di recitazione e dialoghi.


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St Louis Cardinals BUFF, at 3:15 PM
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