[alibandus]

lunedì, gennaio 23, 2006

Brokeback Mountain di Ang Lee

Rivisto in sala, doppiato. Purtroppo il sospetto ha avuto conferma: la voce data a Ennis (Ledger) rovina in gran parte l'effetto dell'originale, dove l'accento masticato e quasi incomprensibile caratterizzava già dai primi istanti la differenza dei due protagonisti, ma soprattutto la personalità e cultura del contadino più schivo.
Dietro quegli atteggiamenti c'è tutto il passato di chiusura mentale che continua a sopravvivere anche dopo che la "colpa" d'essersi innamorato di un altro uomo dovrebbe averlo ammorbidito. Così Ennis diventa il personaggio più affascinante dei due, quello che incamera più dolore perché incapace di esprimerlo, come invece accade con il più allegro ed emotivo Jack.
Rivedendo il film, ho trovato superflua la caratterizzazione della famiglia di quest'ultimo, con lo strapotere del suocero e la faccenda del giorno del ringraziamento. La parte dedicata ai genitori, invece, è più sobria, di poche parole, perfetta. Su tutto i movimenti della madre, impacciata nel ricevere in casa quello che sa essere il "peccato" del figlio eppure con uno sguardo che esprime tutta la consolazione di guardare in faccia chi deve averlo amato quanto lei, in contrasto col disprezzo del padre.

E' un film che ho rivisto con grande piacere nonostante la pecca del doppiaggio, continuo a considerarlo tenero, triste e appassionato come ogni storia d'Amore che si rispetti, come già detto in passato non credo meritasse il Leone d'Oro (Good Night and Good Luck sarebbe stato perfetto) ma non mi piacciono molto tutte queste prese di posizione assai negative che leggo in giro, su forum, blog e newsgroup, con una particolare insistenza nella ricerca della battuta come scorciatoia per banalizzare il valore del film, o la dimostrazione di quanto si è fichi e politicamente scorretti. Si tratta di un film che, quantomeno, ha due interpreti eccellenti e un'ambientazione che da sole valgono la visione.