SHOPGIRL di Anand Tucker (2005)
Succede d'entusiasmarsi per qualcosa che non t'aspettavi. Tipo Shopgirl.
Noleggiato pensando fosse una commedia senza pensieri magari un po' scema adattissima a una sera in cui tenere le funzioni vitali al minimo, si rivela invece una storia così malinconica da starci male.
Non è nient'altro che un triangolo amoroso ma sorprende con alcuni piccoli dettagli, come lo sguardo dolente a una madre seduta a tavola e una decisione presa d'impulso, o come il primo appuntamento col ragazzo buffo e irresistibile, o alcuni dialoghi dove il bisogno di protezione di un amante padre diventa così indispensabile per lei e così spaventoso per lui.
Bravissima Clare Danes. Il personaggio di Steve Martin, forse per l'assenza di motivazioni accettabili al suo distacco, fa più rabbia che compassione.
Poche pecche, solo una parentesi inutile e stupidina con la commessa zoccola protagonista di un grosso equivoco, e una certa verbosità data dalla voce off all'inizio e alla fine, sicuramente figlia della provenienza da libro ma in grande contrasto col resto del film in cui per fortuna è spiegato poco niente ed è quasi tutto affidato alle immagini.
Succede d'entusiasmarsi per qualcosa che non t'aspettavi. Tipo Shopgirl.
Noleggiato pensando fosse una commedia senza pensieri magari un po' scema adattissima a una sera in cui tenere le funzioni vitali al minimo, si rivela invece una storia così malinconica da starci male.
Non è nient'altro che un triangolo amoroso ma sorprende con alcuni piccoli dettagli, come lo sguardo dolente a una madre seduta a tavola e una decisione presa d'impulso, o come il primo appuntamento col ragazzo buffo e irresistibile, o alcuni dialoghi dove il bisogno di protezione di un amante padre diventa così indispensabile per lei e così spaventoso per lui.
Bravissima Clare Danes. Il personaggio di Steve Martin, forse per l'assenza di motivazioni accettabili al suo distacco, fa più rabbia che compassione.
Poche pecche, solo una parentesi inutile e stupidina con la commessa zoccola protagonista di un grosso equivoco, e una certa verbosità data dalla voce off all'inizio e alla fine, sicuramente figlia della provenienza da libro ma in grande contrasto col resto del film in cui per fortuna è spiegato poco niente ed è quasi tutto affidato alle immagini.


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